CONFARTIGIANATO IMPRESE CUNEO HA PRESENTATO IL SUO BILANCIO SOCIALE 2017

Tra i temi affrontati: rappresentanza, fiscalità, previdenza e welfare

“Fondante, centrale e sfidante” così è stata definita la rappresentanza, tema centrale del Bilancio Sociale 2017 presentato ufficialmente da Confartigianato Imprese Cuneo nell’elegante contesto del teatro Toselli del capoluogo.

Dopo il saluto del sindaco di Cuneo e presidente della Provincia Federico Borgna, il quale si è soffermato sull’interpretazione del “cambiamento” come “opportunità” e sul ruolo chiave delle associazioni di categoria nel traghettare il mondo imprenditoriale verso un nuovo “modus operandi”, la parola è passata ai relatori: Domenico Massimino, past president di Confartigianato Imprese Cuneo e vice presidente nazionale; Giovanni Quaglia, presidente Fondazione CRT; Giuseppe Tardivo, presidente del Corso di Laurea Magistrale in Direzione d’Impresa, Marketing e Strategia; Joseph Meineri, segretario generale Confartigianato Imprese Cuneo.

Una platea numerosa e qualificata, composta da autorità, amministratori e rappresentanti di enti ed associazioni economiche, ha seguito con interesse gli interventi incentrati prevalentemente sui significati della rappresentanza e sulla necessità di dare risposte concrete alle imprese attraverso nuove azioni riguardanti fiscalità, welfare e tecnologie.

Mission basilare dei cosiddetti “corpi intermedi”, la rappresentanza è stata declinata da Confartigianato Cuneo in una versione più ampia e moderna, in grado di supportare non soltanto la vita dell’impresa, ma lo stesso imprenditore con il suo ruolo privato e sociale.

«Nel nostro Sistema associativo – spiega Luca Crosetto, presidente territoriale di Confartigianato Imprese Cuneo – il concetto della rappresentanza è fondamentale per creare insieme alle aziende quel valore sociale che colloca l’artigianato tra i pilastri dell’economia del nostro Paese e anche della nostra Provincia. Negli ultimi anni, a fronte del generale processo di cambiamento innescato dalla lunga crisi economica, Confartigianato ha scelto di dare alla rappresentanza interpretazioni inedite che meglio possano rispondere ai nuovi bisogni delle aziende associate. Non soltanto quindi, azione sindacale, ma un allargamento ad ogni aspetto della vita associativa: dai servizi a supporto dell’attività, all’approccio con i mercati esteri, all’accesso al credito fino alle soluzioni di welfare aziendale».

A fianco del valore della rappresentanza, è emersa l’azione di trasparenza scelta da Confartigianato Cuneo, per illustrare la sua struttura organizzativa e il suo radicamento sul territorio. Nel volume del Bilancio Sociale sono riportati i dati che confermano la sostanza dell’Associazione, seconda in Italia per numero di associati: 12 uffici zonali, 10 aree categoriali, 128 categorie rappresentate, 362 dirigenti, 189 dipendenti. Ricco il panel di servizi offerti alle imprese, si va dal settore amministrativo, all’innovazione, alla formazione fino al tecnico.

«In un’epoca storica complessa com’è l’attuale, – sottolinea il segretario generale Joseph Meineri – l’Associazione deve orgogliosamente farsi interprete del “valore artigiano” e per farlo, ha bisogno di puntare sempre di più su competenza, professionalità e modernità. Il nostro Sistema non è fatto solo di organigrammi e di procedure, ma di persone, le quali quotidianamente lavorano per supportare le piccole e medie realtà imprenditoriali, ossatura portante del nostro Paese».

Sull’importante funzione delle Associazioni di categoria, quali interlocutori tra mondo imprenditoriale e istituzioni, è intervenuto il past-president e vice presidente nazionale Domenico Massimino: «La tecnologia sta cambiando volto al mondo artigiano e lo aiuta a crescere. La modernità però non deve far perdere di vista la prossimità e la presenza fisica, che restano aspetti fondamentali. La vera sfida è traghettare l’artigianato verso il futuro, ma abbiamo bisogno che le piccole e medie imprese si confrontino con una legislazione più consona ai loro attuali bisogni. Non si può chiedere il superamento del nanismo imprenditoriale alle aziende artigiane senza ridefinire prima la Legge Quadro sull’artigianato che oggi pone vincoli troppo stretti sulla crescita».

A sottolineare il valore etico del Bilancio Sociale è intervenuto anche il prof. Tardivo: «Questo documento rappresenta uno strumento potenzialmente straordinario, è infatti l’elemento che legittima il ruolo della Confartigianato di Cuneo non solo in termini strutturali, ma soprattutto morali nei confronti del territorio di riferimento. Dimostra che l’Associazione ha imboccato la strada giusta: guardare alla modernità senza dimenticarsi delle proprie radici».

Anche per il presidente Quaglia l’artigianato deve guardare alla modernità. «Le imprese devono essere figlie del tempo in cui operano e le Associazioni di categoria hanno il compito di supportarle nel cambiamento, puntando sull’ascolto delle loro esigenze e creando i giusti presupposti per il loro percorso verso il “nuovo”».

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata ad una tavola rotonda sul tema “Fiscalità, previdenza e welfare”, alla quale hanno partecipato Giorgio Merletti, presidente nazionale di Confartigianato Imprese; Giandomenico Genta, presidente Fondazione CRC; Nicola Gaiero, presidente Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili di Cuneo; Valerio Castronovo, professore emerito di Storia Contemporanea – Università degli studi di Torino; Paolo Feltrin, docente di Scienze Politiche e Sociali – Università di Trieste.

Il presidente Merletti si è soffermato sul futuro dialogo con il nuovo Governo. «Confartigianato, prima di nuove leggi, chiede che le attuali vengano rispettate. Gli artigiani hanno la volontà di rispettare le regole e se pur in questi difficili tempi di cambiamento stanno faticando non poco, possiedono la giusta determinazione e la resistenza per farcela».

Il prof. Castronovo ha invece puntato il dito sulla formazione tecnica: «In Italia abbiamo smarrito la cultura tecnica che rappresenta un tassello importante del comparto artigiano. Dobbiamo investire di più in formazione per i giovani e in comunicazione per le famiglie, affinchè si riaccrediti a livello sociale il ruolo del lavoro manuale».

L’importanza del welfare aziendale e la necessità che le Associazioni di categoria ne supportino lo sviluppo sono state al centro dell’intervento del presidente Genta: «La nostra è una terra virtuosa e già tante imprese si occupano di welfare, chi in modo ufficiale, comunicandolo, chi in sordina, ma con uguale spirito solidale».

«Il panorama economico attuale è frutto di quel processo “fluido” a livello sociale che ha frantumato i confini settoriali e richiede oggi nuove chiavi di lettura per dare sostegno alla crescita» ha dichiarato il prof. Feltrin, mentre il presidente Gaiero ha sottolineato l’importanza del ruolo sindacale dell’Associazione nel caldeggiare al Governo che le misure di supporto allo sviluppo siano estese anche alle piccole imprese.

Scarica il Comunicato (MS Word)

 



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