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VALLE ROYA: PERMANE IL DIVIETO DELLA VERGOGNA

“Autotrasporto e economia della Granda lasciati soli da autorità italiane”

Sono passati quasi 2 anni da quando i Comuni della Valle Roja in maniera “unilaterale” (in quanto non è stato attivato preventivamente nessun tavolo di decisione con le autorità italiane), “ostile” (perché danneggia l’economia frontaliera di due parti del territorio italiano) e “discriminatoria” (visto che i trasporti della parte francese di fatto non vengono ostacolati) hanno posto il divieto di transito ai mezzi oltre le 19 tonnellate sul tratto francese della strada della Valle Roja.

In questo periodo si sono susseguiti gli appelli alla politica e alle istituzioni da parte delle associazioni dell’autotrasporto e delle categorie produttive della provincia di Cuneo.

Ad oggi, nonostante si siano svolte già 4 Conferenze Intergovernative (CIG) delle Alpi del Sud (lo strumento nel quale si confrontano le istituzioni italiane e francesi) nessun passo in avanti è stato fatto. Surreale quanto è avvenuto nell’ultima CIG del 17 maggio tenutasi a Roma, di cui non si ha nessuna notizia, quasi fosse una riunione carbonara, e di cui non si conosce tra l’altro la posizione della delegazione italiana. Difficile da comprendere anche il diniego dell’ANAS di mettere analogo divieto sul lato italiano fino a Ventimiglia, non si capisce perché un camion francese che parte da Nizza per andare a Tenda possa passare e un camion in partenza da Cuneo e diretto a Ventimiglia sia colpito dal divieto!

Le associazioni dell’autotrasporto della Provincia di Cuneo chiedono quindi che la Prefettura di Cuneo in quanto rappresentante del governo sul territorio e membro della CIG comunichi pubblicamente lo stato dell’arte delle trattative, quale sia la posizione della delegazione italiana sul tema del divieto e quali iniziative intenda porre in essere nei confronti delle autorità francesi.

Da ultimo si richiede che la Prefettura di Cuneo attivi i competenti ministeri affinché affianchi le associazioni dell’autotrasporto nei ricorsi presso la giustizia amministrativa francese, attivando secondo le procedure del caso la Corte di Giustizia dell’Unione europea, in quanto violati i diritti comunitari della libertà di transito e della libera circolazione delle merci.

 

 

Diego Pasero

ASTRA Cuneo

Aldo Caranta

Confartigianato Trasporti

Mario Mairone

FAI Cuneo

 



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