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Dopo il no alla variante di Demonte, sulle criticità infrastrutturali della Granda il Patto per lo Sviluppo chiede al Governo risposte concrete in tempi brevi

“Le imprese cuneesi non possono più attendere, meritano da Roma un segnale chiaro e immediato”  

La storia infinita delle criticità infrastrutturali della provincia di Cuneo continua ad arricchirsi di nuovi capitoli, densi di ennesimi rinvii e speranze disattese. L’ultimo, in ordine di tempo, si riferisce alla variante di Demonte, che proprio in questi giorni, dopo un’attesa di tre anni, ha subito il suo ennesimo stop.  Questa volta a bloccarla è stato il “parere negativo” del ministero dei Beni e Attività culturali riguardante la realizzazione di una galleria sotto la collina del Podio. I dubbi ministeriali scaturirebbero da un troppo invasivo impatto paesaggistico dell’opera.

A seguito di questa notizia, il mondo imprenditoriale cuneese, rappresentato dal Patto per lo Sviluppo, che raggruppa le cuneesi Confindustria, Confartigianato, Confcommercio, Coldiretti e Confagricoltura,  lancia un appello direttamente al Governo e ai ministeri competenti chiedendo immediati e concreti segnali di attenzione alle problematiche infrastrutturali della Granda, una provincia che, nonostante il suo cronico isolamento, si presenta come uno dei modelli socio-economici più virtuosi del Paese.

«Tra pareri che rimbalzano, documenti in perenne itinere e scadenze non rispettate, – dichiara Luca Crosetto, presidente del Patto per lo Sviluppo – il territorio cuneese con le sue imprese rischia di vedere rallentare il treno della ripresa, nonostante ne sia la locomotiva. La proverbiale laboriosità dei nostri imprenditori, unita ormai ad una giobbica pazienza, non possono sopperire in eterno alla mancanza di infrastrutture efficienti. Noi cuneesi siamo gente concreta, più attenta alla sostanza che all’apparenza. Non cerchiamo quindi clamori da prima pagina con conseguenti proclami senza seguito; chiediamo invece risposte certe e tempi brevi per far uscire la nostra terra da questo increscioso ed immeritato impasse».

E che il tempo dell’attesa sia davvero esaurito, lo attestano i tanti segnali di insofferenza che giungono non soltanto dal mondo imprenditoriale, ma anche dalle istituzioni locali e dagli stessi cittadini.

«Per sbloccare gli ormai cronici problemi di collegamenti: l’incompiuta Cuneo–Asti, i ritardi del Tenda bis, le criticità del colle della Maddalena, il nuovo ponte sulla tangenziale di Fossano, l’elettrificazione della linea ferroviaria Torino–Cuneo–Ventimiglia–Nizza, – prosegue il presidente Crosetto – è necessario che tutti gli attori del territorio agiscano con grande coesione d’intenti  per essere interlocutori forti e determinati del Governo nel pretendere soluzioni rapide ed efficaci. Il sistema produttivo cuneese sta pagando un prezzo altissimo per l’inefficienza dei collegamenti viari, che rappresentano un aspetto fondamentale per il rafforzamento e lo sviluppo dell’economia. Su questo fronte, la nostra terra ha bisogno di impegno ed azioni immediate».

Visto il perdurare della situazione “stagnante”, il Patto per lo Sviluppo, con lo scopo di imporre un’accelerazione ulteriore alla risoluzione delle criticità infrastrutturali, intende organizzare in autunno un incontro pubblico con i nuovi rappresentanti regionali e con il Sistema nazionale per un fattivo confronto sul tema dei collegamenti. Nell’occasione, con l’ausilio di tecnici ed esperti del settore, verranno affrontate e discusse azioni e progettualità più idonee per il superamento dei ritardi negli interventi.

 



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