Confartigianato Cuneo: “Chiediamo una tregua fiscale per le piccole e medie imprese”

Svoltosi a Cuneo incontro su Fisco e Legge di Stabilità 2017 con il vice ministro Luigi Casero

Un Salone d’Onore del Comune di Cuneo gremito di imprenditori artigiani e professionisti ha accolto, lo scorso 29 aprile, il Viceministro dell’Economia e Finanze Luigi Casero, intervenuto nell’ambito del convegno “Quale fisco per le piccole imprese” organizzato da Confartigianato Cuneo .

L’Associazione artigiani, l’organizzazione più rappresentativa delle PMI in provincia, si chiede, e chiede alla Politica, se sia possibile ripensare ad un sistema di tassazione più conforme alle caratteristiche strutturali delle micro, piccole e medie imprese e, soprattutto, se si riuscirà in tempi ragionevoli a raggiungere la tanto sospirata semplificazione fiscale. Ne hanno discusso, oltre al sindaco Federico Borgna, il presidente dell’associazione Domenico Massimino e il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato  Andrea Trevisani, coadiuvati dal segretario generale Joseph Meineri.

«A pochi giorni dall’approvazione del Documento di Economia e Finanza – spiega il presidente Massimino, che a livello nazionale coordina le azioni sindacali di politica fiscale  – abbiamo inteso costruire questo momento di dialogo tra imprese e istituzioni per significare in modo forte le esigenze di un tessuto economico che vuole tornare ad essere competitivo e a produrre ricchezza e occupazione sul territorio. Riduzione della pressione fiscale e maggiore semplificazione sono certamente due degli obiettivi che chiediamo al Governo per permettere di rilanciare le nostre aziende».

Nonostante gli indubbi sforzi per “alleggerire” il lavoro delle imprese, sono ancora molti – troppi – gli ostacoli che rallentano lo sviluppo del Paese e lo rendono meno attrattivo e concorrenziale. Secondo l’Ufficio Studi di Confartigianato  l’Italia si colloca al primo posto per l’incidenza del fisco sugli stipendi, le imposte pesano sull’utile delle imprese per un 64,8% contro la media del 41,2% dei paesi OCSE e imprenditori e lavoratori devono non solo combattere contro una “selva” di imposte e tasse, che si replicano e potrebbero essere unificate, ma anche confrontarsi con un ormai inaccettabile divario digitale che rallenta e complica le comunicazioni e le procedure burocratiche.

«Il nostro Paese sta uscendo da una crisi pesantissima – ha dichiarato il sottosegretario Casero e grande è stato lo sforzo messo in atto finora per il risanamento dei conti pubblici. Oggi l’Italia si sta avvicinando alla Germania per quanto riguarda la crescita, anche se dal punto di vista fiscale pesa ancora negativamente su imprese e cittadini con alcune forti criticità, peraltro ben sottolineate dalla Confartigianato. Tassazione troppo elevata, legislazione sempre più complicata, mancanza di certezza del diritto fiscale, verifiche fiscali alle imprese troppo complesse. Bisogna lavorare a normative che creino ricchezza,  favorendo l’attività delle piccole e medie imprese, vera ossatura economica del nostro territorio. A tal proposito, sono allo studio del Governo due norme, per le quali si sta cercando la sostenibilità finanziaria: la prima riguarda la contabilità di cassa. E’ giusto pagare le tasse sui soldi incassati, non su quelli di cui non si ha riscontro. La seconda si riferisce alla Flat Tax, la tassa sul reddito d’impresa. E’equo che anche per le società di persone, così come avviene per quelle di capitale, sia applicata la tassa ad aliquota fissa del 27,5%, che nel 2017 si abbasserà al 24%. La forza del nostro Paese deriva principalmente dalle imprese e per questo motivo si deve creare un sistema fiscale più sostenibile che possa diventare uno degli elementi fondamentali per un nostro migliore posizionamento in ambito europeo».   

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